A tu per tu con la recruiter

Consigli e suggerimenti di Gemma Orsini, senior recruitment specialist politiche attive di Gi Group, la più grande agenzia per il lavoro italiana, a ragazzi e ragazze che vogliono entrare nel mondo del lavoro.

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Morena - Ciao Gemma, benvenuta a Stradanove.

Gemma – Ciao, Morena, grazie a voi per l'invito.

M – Senti, Gemma, ci racconti di cosa ti occupi?

G – Certo. Da diversi anni mi occupo di orientamento al lavoro e aiuto ragazzi e ragazze a individuare il proprio obiettivo professionale. E il modo per raggiungerlo.

M – Oggi hai tenuto il tuo terzo webinar sulla ricerca attiva del lavoro organizzato dal Comune di Modena nell'ambito del progetto >>Comunità Maiuscole. Nei precedenti incontri hai parlato di due importanti interventi a favore dell'occupazione - Garanzia Giovani e Delibera di Giunta Regionale 186/2019 – delle Agenzie per il lavoro, di cv e colloquio di lavoro. Questa volta hai affrontato il tema dell'obiettivo lavorativo. Su una scala da uno a dieci, quanto è importante aver chiaro cosa vogliamo fare e dove vogliamo arrivare?

G – Se dico dieci non credo di sbagliare. Un obiettivo delineato con precisione ci dà la possibilità di scegliere la strategia più adeguata da mettere in atto per raggiungerlo, evitando così inutili tentativi che portanto a risultati demotivanti e che a lungo andare possono portarci ad abbandonare la ricerca. Se per diverse ragioni non abbiamo ancora a fuoco il punto che vogliamo raggiungere, può essere utile restringere il raggio di azione a un ambito di riferimento o a un settore specifico

M – Quindi, possiamo dire che tutte le volte che inviamo curricula a tappeto stiamo sbagliando?

G – Inviare curricula "random" è sbagliato. Per iniziare la ricerca nel migliore dei modi, prima devo definire l'obiettivo e solo dopo mi conviene procedere con l'invio della candidatura, selezionando tra tutte le offerte disponibili quelle in linea con i miei desideri, le mie inclinazioni, e naturalmente il mio curriculum. Oppure posso scegliere di autocandidarmi, ma anche in questo caso dovrò individuare le aziende o le organizzazioni che rientrano nel settore nel quale vorrei inserirmi. A quelle, e non alle altre, invierò la mia candidatura.

M – Quali sono i canali che dobbiamo assolutamente attivare per entrare in contatto col mondo produttivo?

G – Solo per citarne alcuni: motori di ricerca, siti aziendali, siti delle Agenzie per il lavoro. E poi tutte le banche dati messe a disposizione da Associazioni di categorie e datoriali, gli elenchi delle aziende del territorio...ci sono un sacco di modi per arrivare alle imprese.

M – Curriculum europeo: sì, no, ni?

G – Ni. Il curriculum europeo è senz'altro raccomandato quando voglio partecipare a un concorso pubblico. Oppure quando mi candido per una posizione aperta da una società con casa madre all'estero o che ha filiali in Europa. Preferisco consigliare altri tipi di curriculm ai ragazzi e alle ragazze che hanno poche esperienze, sia di studio sia di lavoro, perchè un format meno strutturato di quello europeo trasmette con più facilità anche le esperienze più deboli.

M – Cosa mettere e cosa non mettere nel curriculum.

G – Da mettere sempre: dati anagrafici, contatti - e controllo di averli inseriti correttamente! - esperienze di studio, istruzione e formazione, esperienze lavorative, competenze tecnico professionali e trasversali, una foto che restituisca un'immagine positiva e adeguata al ruolo per cui mi candido. Importante: l'autorizzazione al trattamento dei dati. Eviterei di indicare hobby, passioni e interessi, a meno che non siano significativi per il ruolo. Essere appassionati di videogame non aggiunge valore al mio curriculum se mi candido per ricoprire un ruolo da panettiere. Viceversa, potrebbe fare la differenza in una candidatura per il ruolo di commesso/a in un negozio di giochi elettronici.

M – Hard e soft skill. Definire e inserire nel cv le hard skill, il cosa so fare acquisito sia a scuola sia sul posto di lavoro, è tutto sommato abbastanza semplice. Dare il giusto rilievo alle competenze trasversali, il modo in cui agisco e comunico, diventa un po' più complicato. Data la loro importanza, ci dai un suggerimento per evidenziarle in maniera efficace?

G – Per i giovani le soft skill sono di fondamentale importanza. Vanno evidenziate sia nel curriculum sia nel corso del colloquio. Bisogna scriverle e prepararsi per raccontarle in modo efficace, creando dei collegamenti con gli ambiti in cui sono state acquisite. Per esempio, se per diversi anni ho giocato in una squadra a livello agonistico, potrò senz'altro indicare nel mio curriculum che ho capacità nel lavoro di gruppo e nella gestione dello stress. Se da anni seguo i bambini della parrocchia o del centro giovanile sotto casa, posso senz'altro sostenere che ho sviluppato capacità relazionali e di problem solving.

M – Giovani e social. Ragazzi e ragazze condividono pensieri, emozioni, esperienze quotidiane con parole e immagini. Nel corso di una selezione, quanto conta la web reputation?

G – La web reputation conta tantissimo. E i giovani a volte trascurano questo aspetto. I selezionatori verificano foto, informazioni, commenti, video, tutto quello che gira sui social. Prima di postare qualcosa, chiedetevi sempre che immagine restituisce di voi quel testo, quella foto, quel video.

M – Arriviamo al fatidico colloquio. Come ce lo giochiamo al meglio?

G – La puntualità, anche online, è d'obbligo. Avere cura del proprio aspetto è altrettanto importante. Un sorriso e un atteggiamento aperto e positivo sono un gran bel biglietto da visita. Insomma, la prima impressione conta.

M - Cosa chiedere e cosa non chiedere durante il primo incontro.

G – Porre domande che manifestano l'interesse nei confronti della posizione - con chi lavorerò, quante persone lavoreranno con me, se qualcuno si occuperà della mia formazione - sono domande che mettono in ottima luce un candidato. E' preferibile pazientare nella richiesta di informazioni che riguardano i giorni di ferie, possibili benefit, stipendio e accordi contrattuali.

M – Perché?

G - Fare domande sul ruolo da ricoprire e sul contesto lavorativo in cui potremmo essere inseriti, mette in luce il nostro interesse nei confronti di un lavoro che vorremmo diventasse il nostro. Domande su stipendio, benefit aziendali, ferie e permessi denotano in prima battuta un approccio funzionale e utilitaristico nel confronti del lavoro. Nulla di male, ma non deve esserci solo questo. In seconda battuta denota una mancata conoscenza del processo selettivo perchè, generalmente, questi argomenti vengono affrontati successivamente al primo incontro, nel corso di un eventuale secondo colloquio.

M – Gemma, ti ricordi il tuo primo colloquio di lavoro?

G – Certo che sì. E ti dico subito che non fui selezionata. Feci tutti gli errori classici che si commettono quando si è alle prime armi. Poi ho imparato.

M – Cinque consigli ai ragazzi e alle ragazze che stanno cercando un lavoro e fanno fatica a trovarlo. Poi ti lascio andare.

G – Certo, eccoli qua: Primo: cercate di capire perchè fate così fatica, in modo da intervenire sul processo e correggere eventuali errori. Secondo: se non riuscite da soli a individuare una modalità di ricerca corretta, fatevi aiutare dagli esperti. Terzo: siate costanti nella ricerca. Il lavoro si cerca tutti i giorni utilizzando internet e il vostro network di contatti. Quarto: abbiate fiducia in voi stessi. Quinto e ultimo: non arrendetevi mai, perchè la ricerca è fatta di un tempo per la semina e di uno per il raccolto. Siate tenaci.

M – Grazie Gemma per essere stata con noi e per tutti i suggerimenti. A presto.

G – Ciao Morena, ciao a tutti!

a cura di Morena Luppi - Ufficio Giovani Comune di Modena

I tre webinar con Gemma Orsini rientrano nel primo ciclo di incontri formativi in materia di ricerca attiva del lavoro e digital youth work del progetto >>Comunità Maiuscole del Comune di Modena, iniziativa cofinanziata con Legge della Regione Emilia-Romagna 14/2008 "Norme in materia di politiche per le giovani generazioni".

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