Dune, il fantasy ritorna a Venezia 78

Il remake del film di di David Lynch arriva a Venezia, e nei cinema il 16 Settembre.

Dune, il fantasy ritorna a Venezia 78
DUNE | Timothée Chalamet_and_Rebecca

Tutti pronti ad andare al cinema?


Il 16 Settembre esce Dune al cinema, film di punta di Venezia 78.

Il noto film del 1984 a cura di David Lynch subisce un restauro nel 2021, e che remake!

Denis Villeneuve segue, quasi pedissequamente, le orme dell’omonimo libro e del precedente film, anche se Dune 2021 dura quasi il doppio. Stiamo infatti parlando di 155 minuti di proiezione, ma non c’è da preoccuparsi lo spettatore li avvertirà come una manciata di minuti.

Per chi non abbia presente la trama eccola qui: Ci troviamo in un futuro in cui gli uomini sono costretti a vivere in una terra desertica e ad adattarsi a condizioni di vita esteme, nessuno può resistere all’aperto senza protezioni, tranne i Fremen.

Si tratta di popolazioni indigene, che hanno scelto di vivere ai confini della società in simbiosi con il deserto e questo li ha portati ad adattarsi fisicamente a queste condizioni di vita.

Proprio nel loro territorio si trova la Spezia. Una sorta di petrolio futuristico usato dalle civilità come carburante, e di cui l’imperatore (che governa sui vari terrirtori con a capo ciascuno un governante) ordina la raccolta, costante e spietata.

Sorge però un problema, la spezia è sacra per i Fremen che la usano anche come medicina e come allucinogeno per avere visioni mistiche. Inoltre gli indigeni non sono gli unici ad abitare nel deserto, ma condividono questo luogo con i vermi della sabbia, creature mortali per chiunque si faccia prendere.


L’imperatore affida il governo del pericoloso pianeta di Arrakis al governatore Leto Atreidis (Oscar Isaac), il quale al contrario dei suoi predecessori non vuole abusare e uccidere i Fremen ma creare un allenza in modo che le due culture possano coesistere.

Nel suo governo viene coadiuvato dalla sua concubina Lady Jessica (Rebeca Ferguson).

Non si tratta di un’accompagnatrice qualunque, primo perché gli ha donato un erede maschio, e in secondo luogo, Jessica fa parte di una lunga stirpe di streghe che usando il potere della Voce sussurrano alle orecchie dei governanti.

La Voce è un dono tipicamente femminile, infatti le adepte hanno avuto il divieto di generare figli maschi, in quanto quando arriverà l’erede e possiederà tale potere si avvererà una profezia.

L’erede maschio con la Voce unirà per sempre i popoli e metterà fine alle guerre.

Ed ecco che entra in scena Paul (Timothée Chalamet), figlio del governatore e di Jessica, iniziato alle pratiche delle Streghe. Sarà lui il soggetto della profezia?

Questo si scoprirà nel viaggio che il protagonista dovrà compiere, iniziato come missione diplomatica ma continuato per la salvezza, durante il quale incontrerà la bella Chani Kynes (Zendaya), parte della tribù dei Fremen e molto affascinante.

La fotografia sfiora la perfezione, e le riprese sono da manuale.

Il tema della preservazione dell’ambiente è centrale e funge da monito per lo spettatore.

Le musiche del film sono spettacolari, d’altra parte è stato scelto Hans Zimmer, lo stesso regista ha affermato che ancora prima di girare il film, l’unico nome che aveva in mente per questo compito era il suo. Non si può dire che ci fosse una scelta migliore.

Per tirare le fila del discorso se vi è piaciuto Star Wars andate a guardare Dune, non molti lo sanno ma lo stesso George Lucas si è ispirato al romanza per alcune scene.

In conferenza è stato annunciato che ci sarà il seguito, e il regista spera di non dover affrontare di nuovo la sfida di far tenere la piega ai capelli di Timothée Chalamet, dotati di vita propria.

Il cast è affiatato si vede, e questa è la premessa principale per il successo.

Attori di rilievo, che ricoprono ruoli secondari ma donano quel quid pluris al film sono Javier Bardem e Jason Momoe.

Settembre 2021

Articolo a cura di Eleonora Vignudelli

(foto concesse in cartella stampa dalla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia)