Farsi le canne fa male. Vi spieghiamo perchè

Le domande di tre lettori sui rischi della cannabis. I medici: "Disturbi della memoria e dell'apprendimento, distorsione delle percezioni, difficoltà nel pensiero e nella risoluzione dei problemi"

 I - Quali sono gli effetti provocati dall'assunzione di marijuana per via orale?    II - Io ho 16 anni e mi piace fumare soprattutto l'hashis perchè mi rilassa e mi fa stare bene. In genere fumo 1/2 canne al giorno. Volevo chiedere se può comportare problemi mentali o psicologici.    III - Ma secondo voi fumare canne è veramente un problema?? Secondo voi chi "fuma" lo fa per nascondere o dimenticare i problemi?? Ne siete veramente convinti?? Lo "sballo" che da la marijuana non serve a dimenticare niente, non risolve i problemi e non è pericoloso (basta che non si guidi, e cmq non tutti hanno dei problemi a guidare sotto l'effetto della maria!!!)!! E allora perchè contro le droghe leggere c'è questa caccia alle streghe??

   I - Gli effetti della assunzione dei derivati della cannabis sativa (marjiuana e hashish) sono dovuti al principio attivo THC (delta -9-tetraidrocannabinolo), circa 10 volte più concentrato nell'hashish che nella marjiuana, e sono analoghi sia attraverso il fumo che nei cibi (infusi, dolci etc): in questo caso l'effetto insorge più lentamente.

   II & III - Fumare marjiuana abitualmente ha ovviamente sui polmoni effetti simili a quelli del tabacco, ma la quantità di catrame e di ossido di azoto assorbita da una sigaretta di marijuana è da 3 a 5 volte superiore a quella di una sigaretta di tabacco.
   Il THC si lega nel cervello a dei recettori specifici scoperti nel 1988 e attiva una serie di reazioni cellulari che portano all'effetto acuto high) dei cannabinoidi, da alcuni percepito come piacevole e da altri come sgradevole e che include anche disturbi della memoria e dell'apprendimento, distorsione delle percezioni, difficoltà nel pensiero e nella risoluzione dei problemi, perdita di coordinazione motoria. La regione del cervello su cui agisce il THC l'ippocampo, dove abolisce la attività dei neuroni che modificano le informazioni sensoriali e le integrano con le emozioni, e interferisce con i meccanismi dell'apprendimento.
    Studi su gemelli identici hanno dimostrato che gli effetti soggettivi del THC sono influenzati da una componente ereditaria. Altri possibili effetti acuti del THC sono aumento della frequenza cardiaca (29 battiti al minuto con una sigaretta di marjiuana), ansia e attacchi di panico. Dosi molto elevate di THC hanno un effetto allucinogeno.
   Per quanto riguarda l'uso prolungato, uno studio ha confrontato le abilità di memoria, attenzione e apprendimento tra due gruppi di studenti di college: uno di consumatori abituali di marjiuana (65 soggetti, che avevano fumato in media 29 volte nei 30 giorni precedenti) e uno di consumatori occasionali (64 soggetti, che avevano fumato in media 1 volte nei 30 giorni precedenti lo studio). Dopo 24 ore di sobrietà da tutte le droghe e alcool, i test hanno rilevato nei consumatori abituali un maggior numero di errori, maggiore difficoltà nel mantenere la concentrazione, nello spostare l'attenzione di fronte alle richieste dovute alle modificazioni ambientali e nell'apprendere e utilizzare le informazioni.
    Infine la capacità dei cannabinoidi di indurre tossicodipendenza. Una sostanza psicoattiva può portare alla dipendenza quando, anche in presenza di conseguenze negative per la propria salute e vita sociale, causa desiderio incontrollato di assumerla (craving), ricerca e uso compulsivi. I derivati della cannabis hanno questi criteri: negli USA ogni anno 120.000 persone iniziano una trattamento per la loro tossicodipendenza da marjiuana (come droga primaria). Gli studi sugli animali dimostrano la dipendenza fisica da marijuana e alcuni soggetti riferiscono sintomi da astinenza sospendendo i derivati della cannabis.

Risposta a cura del Sert Ausl di Modena e del Progetto BuonaLaNotte (Comune di Modena - Assessorato Politiche Giovanili)