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DANIELE BOTTURA È UN RAGAZZO MANTOVANO DI VENTINOVE ANNI CHE AMA SCRIVERE quasi quanto Homer Simpson ama guardare la tv. Daniele Bottura è l'autore di una raccolta di racconti dal titolo Transatlantici di carta. Daniele Bottura è il protagonista di questa chiaccherata con Stradanove sulla passione per la scrittura… In un racconto del tuo libro sostieni l'approccio alla narrazione di Carver, per il quale le regole di scrittura non servono. I corsi di scrittura creativa sono dunque inutili? Hai avuto esperienze dirette in merito? I "laboratori di scrittura" si differenziano dai "corsi di scrittura" in quanto i primi prediligono - quasi sempre - l' aspetto creativo in funzione di una forte motivazione personale (comunicare), mentre i secondi quello didattico-tecnico in funzione - quasi sempre - di un obiettivo (diventare "scrittori"). I laboratori o le botteghe di scrittura si propongono per lo più di far scoprire al partecipante il proprio modo di scrivere o perlomeno la stesura di testi partendo da degli stimoli (sonori, visivi, creativi in genere). I corsi di scrittura, invece, si pongono l'obiettivo di pianificare il modo di scrivere, di segnalare un modo corretto ed uno sbagliato, tramite una teorizzazione di riferimento. Per quel che mi riguarda ho partecipato a dei laboratori di scrittura creativa. L'aspetto più importante che ho rilevato, partecipando a un paio di queste iniziative, è l'assoluta mancanza di un'autorità giudicante e l'instaurarsi, tra i partecipanti, di un forte spirito di gruppo volto più allo stare insieme che all'emergere del singolo. I corsi di scrittura tecnici, per il momento, li ho lasciati da parte. Sempre a proposito di scrittura, dici che l'importante non è vendere migliaia di copie, ma raccontare sé stessi nel tentativo di capire la vita. Una filosofia che sembra applicarsi perfettamente ai blog che proliferano su internet: cosa ne pensi? Mai pensato di farne uno tutto tuo? Conosco i blog solo perchè alcuni amici li hanno fatti per sè. Mi è capitato di vederli durante qualche cena a casa di questi amici. Ho un amico che sostiene da un annetto che dovrei mettermi giù a imparare a gestire un mio blog e lui si è anche reso disponibile ad insegnarmi a farlo. A dire il vero sono un po' distante dal mondo di internet. La mia distanza da internet e da questo sistema di comunicazione antirealtà è proporzionata al mio interesse per il suono delle parole e il rumore della comunicazione umana. Preferisco entrare in un autogrill qualsiasi e osservare la gente piuttosto che stare seduto ad un tavolo in una camera ad inquadrare un monitor. Trovo dannoso un sistema di comunicazione che non permette di scambiarsi dei gesti. Perderei la possibilità di sentire il sapore della gente, se stessi seduto in poltrona a sfogliare immagini su un computer. Preferisco la piazza ad internet. Internet non è una piazza. Non ci sono sapori nè gesti su internet.
Racconti di serate passate con gli amici a leggere giovani autori italiani. Quali ci consigli? Il panorama dei giovani autori italiani è molto vasto. Ma non credo sia il caso di dilungarmi sulla quantità nè sulla qualità. Ognuno cerca un suo posto e secondo me questa è una filosofia sbagliata. Credo che chi scrive dovrebbe trovare un posto senza cercarlo preventivamente. Forse all'inizio del 900 questo era un processo normale, socialmente esistente. Adesso non è così. Adesso esiste la necessità di essere qualcuno, di emergere dal grigiore di una realtà piatta e anonima, nella quale chi fa le cose esclusivamente per il proprio piacere personale rischia di essere fuori dal tempo. Ormai chi scrive qualcosa nel tempo suo libero, si interessa subito alle forme possibili di pubblicazione dei suoi scritti. Tuttavia è vero che con due amici, qualche anno fa, mi trovavo in un piccolo appartamento di Mantova per leggere Paolo Nori, Emidio Clementi, Enrico Remmert, Pier Mario Giovannone.
L'estrema brevità sembra essere un tratto distintivo dei tuoi racconti. Sembra quasi che la scrittura sia per te un istinto irrefrenabile, una pulsione: è così? Non trovo necessariamente un legame stretto tra brevità e pulsione. Come dire che il piacere o la felicità esistono solo in un attimo. Lasciamo le abbreviazioni agli spot pubblicitari. La brevità nello scrivere non è sintomo di un istinto irrefrenabile. Casomai di una sintesi, di un'amplificazione nello stesso tempo. Concentrare l'attenzione sull'arredamento di un ambiente e farvi succedere qualcosa dentro non vuol dire non essere attenti alla scena che si sta descrivendo. Ma rafforzarla tramite dei parallelismi tra ciò che succede e ciò che si vede. Il dettaglio da me cercato e descritto è il perno sul quale si muove una scena, un racconto, un pensiero. Quando il racconto finisce e si alzano gli occhi dalla pagina, quel pensiero diventa importante.
Scrittore, ma anche molto altro. Ci racconti un po' delle tue altre attività? Nel 1998, a Mantova, insieme ad alcuni amici, abbiamo dato vita a "grilliperlatesta", un gruppo di persone che si trovava attorno alla passione condivisa per la scrittura. Abbiamo promosso una selezione per giovani scrittori della nostra provincia (Verba Market) che è giunta alla quarta edizione e che continuerà parallelamente all'interesse dei giovani per la loro scrittura spontanea. I grilliperlatesta costituivano un luogo, uno spazio nel quale si poteva entrare. Per mettere in comune la propria passione per il leggere e lo scrivere. Poco dopo abbiamo inventato "LACIO DROM, Buona Strada" che è una rivista letteraria che riunisce attorno a se persone che riflettono il proprio interesse per il tema del viaggio, trattato in modo fisico, grafico e metafisico. Da un anno, poi, esiste "MOLTI SOLI - Ipse Dixit", una sorta di newsletter personale nella quale trovano spazio soggetti, racconti, poesie, citazioni e fotografie. Viene inviata gratuitamente alle persone che lo richiedono all'indirizzo grilliperlatesta@libero.it. L'anno scorso abbiamo organizzato "Nativi Residenti di Passaggio", un laboratorio che metteva insieme la scrittura, i suoni e le immagini. Una ventina di partecipanti si sono confrontati con tre discipline diverse ma attinenti per poi produrre uno spettacolo teatrale presentato alla fine del laboratorio.
Daniele Bottura, Transatlantici di carta, Fara Editore, pp.75, Euro 7.00
Simone Spallanzani 04-01-2004
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