trucco!
trucco! teatro
trucco!
OPERA PANICA, DI ALEJANDRO JODOROWSKY
L'indimenticato pioniere dell'avanguardia teatrale cilena torna al teatro dopo circa trent'anni (Bologna, 28-31/3)
trucco!
Indice della rubrica
trucco!
Cinema
trucco!
CyberNews
trucco!
Fumetti
trucco!
Graffiti
trucco!
Libri
trucco!
Musica
trucco!
VIPs
trucco!
trucco!

Alejandro Jodorowsky trucco!

OPERA PANICA SEGNA IL RITORNO AL TEATRO, DOPO CIRCA TRENT'ANNI, di uno dei più grandi maestri del Novecento: Alejandro Jodorowsky, indimenticato pioniere dell'avanguardia teatrale cilena, messicana ed europea sin dalla fine degli anni quaranta, fondatore e animatore con Fernando Arrabal e Roland Topor -negli anni sessanta- di quello strordinario fenomeno artistico, letterario e teatrale che è stato il Panico.
   Opera Panica di Jodorowsky è essenzialmente una violenta distrazione del linguaggio dal suo dovere di significare tramite l'estremizzazione dei suoi stessi meccanismi di significazione: il disvelamento del senso, per così dire, attraverso un non senso attinto direttamente dai meccanismi di costruzione di questo che adottano la parola e i gesti. Che adotta il teatro, in altre parole, e la vita in altre parole ancora.
   Perché il "senso" ultimo di ogni opera di Jodorowsky, oltre alla critica radicale di ogni stereotipo e di ogni irrigidimento del mondo e della realtà, è la costruzione di senso intesa come viaggio profondo e ultimo, definitivo, nell'essenza che ne è alla base: la relazione tra l'individuo e il mondo, tra la parte e il tutto, tra il micro e il macrocosmo.
   Teatro dell'assurdo, dunque, critica della ragione strumentale, destrutturazione del significato a favore della costruzione di senso, focalizzazione sulla relazione tra individuo e società, tra parte e tutto: assolutamente vero ma altrettanto assolutamente non tale da far pensare a chissà quale scrittura intellettualistica.
   Come in Beckett e in Ionesco il linguaggio è anzi assolutamente quotidiano, parlato, "normale"; sono l'uso che Jodorowsky ne fa e le circonvoluzioni impresse che fanno scattare il meccanismo teatrale, con esiti molto spesso esilaranti e addirittura comici, in altri momenti tipicamente da "humour noir", in altri ancora di sospensione del giudizio.
   Si tratta in ogni caso di una scrittura teatrale molto potente, diretta, addirittura straniante in senso brechtiano pur se estremamente comprensibile; una scrittura che mancava al teatro da anni e che non a caso ha aspettato il ritorno di un suo grande maestro per compiersi.
   La struttura di Opera Panica è costituita da un insieme di quadri che corrispondono ad altrettante situazioni, come se ad essere rappresentata fosse la vita colta per scorci significativi, per emblemi di certi modi di essere, di pensare, di relazionarsi, di vivere.
   Estremamente semplice nel linguaggio, pur nella complessità del rimando di senso, Opera Panica è altrettanto semplice nella struttura drammaturgica e nella dimensione: la sobrietà dell'apparato scenico e dei costumi corrisponde all'intento di dare pieno valore e vigore al linguaggio e alla recitazione, così come era stato del resto per Beckett e per lo stesso Ionesco.
   Si hanno così, come per "siparietti" segnati da rapidi passaggi di luce e di buio, il quadro dell'ottimista e del pessimista, quello dei due pessimisti, dei due ottimisti, il quadro dei nuotatori, quello della domanda, quello degli idioti, il quadro delle due prigioniere, quello della guerra e molti altri ancora per un totale di 18 quadri complessivi: un flash estremamente oggettivo sulla realtà e sulla vita che solo poteva cogliere quel grande "visionario oggettivo" che è Alejandro Jodorowsky.

In concomitanza allo spettacolo, la "Casa dei quattro Soli" diretta da Clara D'Ovidio, un'associazione Onlus che si occupa di ricerca e sperimentazione sulle potenzialità umane, con sede in via Bolsenda 17, frazione San Biagio a Casalecchio di Reno, ospiterà il seminario di Alejandro Jodorowsky, "Psicomagia", giovedì 29 e venerdì 30 marzo (ore 9­13, 15­18).
   Sarà l'occasione per conoscere il grande regista cileno di origine russa e prendere contatto con l'essenza di ogni energia che ci circonda.
   Come invertire la rotta delle nostre paure, sciogliere i nodi del malessere, sfondare i muri dell'incubo? "Agendo - risponde Alejandro Jodorowsky - compiendo un atto paradossale che scuote l'immobilità patologica di cui siamo prigionieri".
   "Il seminario di Jodorowsky ­ afferma la sensitiva Clara D'Ovidio - si inserisce nell'intenso programma di attività della "Casa dei quattro Soli" che ha l'obiettivo, attraverso corsi ed attività di volontariato, di approfondire la ricerca nell'ambito della psicomotricità e di tutto ciò che riguarda potenzialità profonde inespresse". Il lavoro svolto su vari gruppi ha utilizzato tecniche differenti e multidisciplinari, in particolare svolgendo antichi rituali (come ad esempio "La danza sacra della vita") atti a risvegliare le potenzialità nel profondo di ogni essere umano.
   Il gruppo con il quale Clara D'Ovidio applica costantemente le tecniche e i rituali nell'intento di far riaffiorare progressivamente le energie curative sia per se che per gli altri, si confronterà con il lavoro svolto da Jodorowsky, con l'"atto psicomagico" in una sorta di "terapia panica" che insegna ad essere felici.

Il seminario tenuto da Alejandro Jodorowsky è a numero chiuso
Informazioni e prenotazioni:
tel. 051/334771 - 0338/8683300

Informazioni:
Teatro delle Celebrazioni Tel.051/6153370 - 6153374 (14,30 - 18,30)
Via Saragozza, 234 Bologna
info@teatrocelebrazioni.it
www.teatrocelebrazioni.it

Nota Stampa  22-01-2001

trucco! Il programma di marzo del Tetaro delle Celebrazioni

trucco!
Archivio
trucco!
Info
trucco!
Scrivici
trucco!
Torna su
Aiutaci a migliorare: dai un voto a questo articolo!

Ottimo
Buono
OK
Scarso
Pessimo
Bleah!


Send me!
Manda questa pagina ad un amico

trucco! TeatroTrucco!Home
trucco!