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QUATTRO COREOGRAFIE DIVERSE TRA LORO MA ACCOMUNATE DALLO STILE inconfondibile di William Forsythe: movimenti elettici, corpi snodabili, figure che spiccano sullo sfondo scuro. ‘The vertiginous thrill of exactitude’ e ‘Herman Scherman’ sono state le prime due coreografie andate in scena il 10 l’11 novembre all’Europauditorium di Bologna. Il Ballett Frankufurt, di cui Forsythe è direttore artistico dal 1984 e direttore generale dal 1999, si è poi esibito in altre due coreografie: ‘Aproximate sonata’ e ‘One flat thing, reproduced’. Le prime due mantengono un impianto ballettistico evidente e gli abiti verdi e neri spiccano sullo sfondo scuro e si muovono come pennelli sulla tela di un quadro, un quadro futurista, visto il contrasto di colori e le linee nette soprattutto della prima esibizione. Lo stile unico della danza di Forsythe può essere ammirata a pieno in ‘Herman Scherman’ che è piaciuto molto al pubblico bolognese, e anche nelle coreografie successive, in cui si ha l’impressione di assistere all’evoluzione della danza nel tempo, è sempre più piacevole seguire i passi di danza dei ballerini: dalla danza classica della prima coreografia si passa alla danza moderna e contemporanea di ‘Aproximate sonata’ e di ‘One flat thing, reproduced’. Durante l’esibizione lo spettatore viene calato in un’atmosfera dove non ha importanza il significato, superato dal movimento glorioso dei corpi. Lo stesso Forsythe dice: “Dal pubblico non mi aspetto che capisca. Mi auguro solo che osservi quello che succede. Nel migliore die casi la danza non esprime altro che se stessa”. E la musica di Thom Williems dà una mano alla danza, accompagnando i movimenti e sottolineando l’eclettismo delle creazioni di Forsythe. L’evento che si è svolto a Bologna è l’ultimo degli spettacoli che Danzaduemila festival, nell’ambito di Bologna 2000, porta nella capitale emiliana. Gli altri appuntamenti proseguono fino a dicembre nelle altre città della regione.
Francesca De Sanctis 12-11-2000
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