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L'ecstasy? Si ride come matti! E poi ne uccide più l'alcol...
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trucco! HA DICIASSETTE ANNI, QUASI DICIOTTO COME LEI TIENE A PRECISARE. Figlia unica, provienente da una famiglia di condizioni economiche e culturali medio-alte, studia in un liceo scientifico in Lombardia. A prima vista una ragazza apparentemente normale, piercing al naso e un sorriso incantevole. Con i piedi forma un angolo rivolto verso il sottoscritto, per gli esperti di comunicazione non verbale indica disponibilità. Ci incontriamo in un pub, le offro una birra, accende una sigaretta poi inizia a parlare. Prima si assicura nuovamente l'anonimato, offrendo lo spunto per la prima domanda. Nel limite del possibile abbiamo mantenuto il dialogo così come è avvenuto, salvo correggere alcune espressioni per amore della lingua italiana.

Hai paura che i tuoi genitori sappiano ti cali l'ecstasy? O che i tuoi amici ti accusino di far trapelare particolari che sarebbe meglio rimangano tra voi?
    No, per niente. Guarda che dell'ecstasy si sa tutto da anni e questa sera non vengo a raccontarti i segreti. Certo non aspettarti che ti venga a dire dove e da chi la compriamo, e anche se i miei lo vengono a sapere sono certa che non succede un dramma. A un mio amico, più grande di me, lui lavora già, è successo. All'inizio lo volevano mandare in comunità, poi è tornato tutto come prima...

Quindi i tuoi non sono al corrente delle tue abitudini?
    No, penso di no, anche se certe volte alla domenica mattina torno a casa in certe condizioni che mi chiedo anch'io come facciano a non accorgersi di nulla. Altre volte rimango a dormire dalle mie amiche e allora è più facile nascondere tutto.

La domenica mattina torni dalla discoteca? È lì che assumi l'ecstasy?
    Sì, vado sempre in discoteca, ma anche alle feste in casa dei miei amici. Le paste me le calo quando voglio, ma non importa se sono in disco o in una casa privata. L'importante è andare fuori di testa, ho visto di quelle scene da morire dalle risate.

E se poi ci lasci la pelle come è successo non poche settimane fa? ( L'intervista è stata rilasciata sabato 28 novembre, prima dell'ennesima vittima nel rave in provincia di Treviso ).
    Chissà quante ne ha prese e poi a me e agli altri non è mai successo nulla. Una volta una mia amica è stata male, ma aveva bevuto tanto e poi non è successo niente di grave. Certo se sei predisposto. Poi come ha ammesso la televisione quelle che ha preso J. B. erano state preparate male. Uccide molto di più l'alcool.

Chi ti procura le pastiglie? Le compri nei locali, fuori, o te le procuri prima?
    Dipende, se le compro in discoteca mi costano di più. A volte ci sono i miei amici, i grandi del gruppo, hanno la patente e sanno dove andare a rifornirsi. Di solito ce la vende un loro amico, ma abbiamo provato a comprarle anche a scuola.

E i professori non si accorgono di nulla? Come può passare inosservato il traffico delle droghe sintetiche sui banchi di scuola?
    I miei professori cercano di fare i fatti propri. A scuola fumiamo (si riferisce alla marjiuana NdR) nei bagni anche durante i cambi dell'ora e nessuno ci ha mai detto niente. È lì che il sabato mattina ho provato a comprare le paste...

Quando hai iniziato la prima volta? Ti ha convinto uno spacciatore? O comunque qualcuno che ne avrebbe tratto profitto?
    L'anno scorso, al mare, a casa della mia migliore amica. Avevo sedici anni. Abbiamo fatto una festa, i suoi non c'erano. La mia amica non è una spacciatrice e non penso che qualcuno dei miei amici che si impasticcano siano mai stati spinti da loro. L'ecstasy gira e prima o poi la prendi. È stata lei, l'amica di cui ti dicevo, a offrirmela per la prima volta. All'inizio non volevo, poi mi ha detto di fare metà con lei. Avevo paura per quello che si diceva in giro, che ti frigge il cervello. Alla fine ne ho presa un quarto, ho visto che non mi ha fatto niente, ma mi ha reso allegra.

E ora quante ne prendi?
    Mai tante, non sono una tossica, due al massimo, ma ho visto gente che ne ha prese anche dieci in una notte...

Perché lo fai? Pensi che prima o poi avrai un motivo di smettere?
    Mi diverte, mi piace la sensazione che ti da e mi aiuta a restare più aperta con gli altri. Adesso ho quasi diciotto anni, se smetterò non sarà certo fra breve. A dire il vero non riesco a pensarci, mi fai una domanda cui per adesso non so proprio rispondere.

Matteo Sommaruga  2 dicembre 1999

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