LE STORIE DI KEVIN HUIZENGA SONO COME SOSPESE NEL TEMPO: DA UNA PARTE SONO quanto di più moderno il fumetto indipendente americano possa offrire, dall’altra rimandano insistentemente alla tradizione dei Comics del primo Novecento.
La lezione di Seth, geniale autore canadese della nuova ondata, e quella di George Herriman, pioniere delle strisce d’oltreoceano, si incontrano in questa serie di brevi racconti che presentano per la prima volta al pubblico italiano l’opera di questo giovane autore statunitense formatosi nell’ambito della small press (i minicomic autoprodotti) e attualmente pubblicato in patria dalla prestigiosa “indi” Drawn & Quarterly.
Il suo segno è semplice e pulito, il tratto sottile delinea con tocchi minimi personaggi e ambienti, gli sfondi elementari di case ed alberi sono una citazione dei modi astratti in cui si muovevano Krazy Kat e il topo Ignatz, mentre l’atmosfera di un’anonima e tranquilla periferia cittadina rimanda ai luoghi de Il commesso viaggiatore o de La vita non è male malgrado tutto di Seth.
L’elegante bicromia dei grigi e dei blu e l’accattivante stilizzazione dei personaggi citano consapevolmente l’età d’oro dei vecchi comics, mentre nell’inconsueta scomposizione delle vignette di alcune tavole veniamo immediatamente ricatapultati nella stretta contemporaneità del fumetto.
Se il disegno sorprende e affascina, altrettanto si può dire per il contenuto di questi short autobiografici dove una passeggiata verso la biblioteca finisce per diventare una riflessione filosofica sullo spazio-tempo e sull’alternarsi dei cicli della natura, la visione di un ragazzino in bici che butta cartaccia per terra dà vita ad un “what if” che mette in ballo l’etica umana, una discussione sul testo di una canzone dei Beatles scatena un litigio fra marito e moglie sul tema dei sentimenti umani e sulla vecchiaia, una speculazione sull’amore e sulla morte nasce dal semplice gesto di guardare la propria moglie mentre dorme.
Riflessioni sulla vita dal grande al piccolo in una sorta di minimalismo apocalittico unito al biografismo spicciolo, tra sintetici paradossi dickiani narrati attraverso il tono sommesso di impronta carveriana, e il disegno di un Herriman rivisitato.
Kevin Huizenga, Ganges vol.1, Coconino Press, Pag. 32, Euro 8
Filippo Bergonzini 22-03-2006