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DUNGEONS E DREAMERS, BRAD KING E JOHN BORLAND
Un volume di McGraw-Hill narra l’evoluzione del multiplayer e dei suoi protagonisti
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La copertina del libro trucco! UN SAGGIO SCORREVOLE E COINVOLGENTE QUANTO UN ROMANZO D’AVVENTURA, Dungeons e Dreamers racconta l’evoluzione del computer entertainment, focalizzandosi sugli aspetti legati al multiplayer e trasmettendo al lettore il singolare spirito che anima le community dei gamers attraverso l’esperienza dei grandi autori degli anni ’80 e ’90. Uno dei migliori testi finora pubblicati sulla storia del videogioco. Filone diventato negli ultimi tempi piuttosto prolifico, se non di moda, peraltro ricco di ottimi titoli.
   Dungeons e Dreamers si eleva però al di sopra di libri analoghi non tanto per la completezza dell’argomento, vengono infatti considerati quasi esclusivamente i giochi di ruolo, gli sparatutto in prima persona e i massive multiplayer, quanto per la capacità di cogliere i tratti fondamentali dell’universo videoludico. Caratteristiche non sempre così evidenti, o difficilmente interpretabili, che però gli autori, Brad King e John Borland, riescono a far emergere dalla nebbia con argomentazioni chiare e ben fondate. Senza neppure ricorrere a termini poco comuni se non a sociologhi e esperti di comunicazione.
   La prosa è invece molto chiara e scorrevole, appunto quella di un romanzo. L’avventura è il viaggio dagli scantinati dove sono nati i primi giochi di ruolo, con un interessante accenno alle origini dei war games, nella Germania di fine ‘800. I protagonisti principali sono personaggi come Richard Garriot, alias Lord British, l’autore di Ultima e il fondatore di Origin, John Romero, il co-creatore di Doom, Bill Trost, co-progettista di Ever Quest.
   I quali, con uno spirito imprenditoriale sviluppato con i banchetti delle limonate, hanno anche il grande merito di essere riusciti a dimostrare, soprattutto agli increduli genitori, che anche con i videogiochi si riesce ad acquistare una Ferrari. Per molti l’unico metro per stabilire la serietà di una professione. Le parti secondarie sono affidate alla moltitudine dei giocatori che, nel corso degli anni, ha contribuito alla nascita delle community on-line e alle folli spese degli individui di cui sopra. E intorno alle emozioni e alle esperienze dei gamer ruotano le parti più interessanti del volume. In cui si cerca di dare una spiegazione a un fenomeno di massa non ancora ben codificato, nonostante le migliaia di pagine spese da studiosi di pressoché ogni scienza umana.
   In maniera piuttosto critica, sicuramente senza pregiudizi di sorta, ma senza scadere in uno sperticato elogio del computer entertainment. Lasciando la parola perfino a supposti esperti con idee decisamente talebane sulla libera diffusione dei videogiochi. Il volume è del resto nato negli Stati Uniti, e gli autori sono fra gli opinionisti più letti della rivista Wired. Il mensile che da diversi anni è riuscito a cogliere le ultime tendenze della rivoluzione tecnologica.
   Di ottimo livello anche la realizzazione editoriale del volume, su una bella carta, con una serie di illustrazioni a metà del libro. Si deve però segnalare la mancanza di qualsiasi nota di presentazione dedicata a Brad King e John Borland.

Dungeones e Dreamers. L’evoluzione della cultura dei computer game, per Giocatori e Sognatori, di Brad King e John Borland
McGraw-Hill, Milano 2003, pagine 256, euro 16,00

Matteo F. M. Sommaruga  20-01-2004

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