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RAGING BLADES
Duelli e magia in un mondo minacciato dalle forze del male, dipinto con lo stile di un manga
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Raging Blades trucco!

RICCO DI AZIONE E DI COLORE, AMBIENTATO IN UN MONDO FANTASTICO MINACCIATO DALLA comparsa di mostri al servizio delle forze del male, disegnato con lo stile di un manga, Raging Blades, distribuito da Wanadoo, ma sviluppato da PCCW Japan, è un ottimo titolo che, sulla base di un neppur tanto esile screenplay, riprende i punti di forza dei migliori arcade di dieci anni fa. Naturalmente riaggiornadoli, e con successo, alle caratteristiche tecnologiche della PlayStation 2.
   Un’avventura che, di livello in livello, come in Double Dragon e in Golden Axe, porta l’eroe prescelto dal giocatore nello scontro diretto con le creature di un’entità crudele e sanguinaria. Sullo sfondo il fantastico paesaggio del continente di Atramart, dove una florida civiltà, con la benedizione degli dei, ha sviluppato a fondo, in secoli di tranquillità, le arti magiche e la tecnologia. Improvvisamente gli dei scomparvero, e le lande di Atramart, dove un tempo regnava la pace, caddero in preda al chaos. La guerra dominava i pensieri dei suoi abitanti, e dell’antica civiltà non rimasero che alcuni oggetti nascosti in varie forme.
   Non sempre comprensibili alla nuova razza umana. Nacquero nuovi regni, fra cui quello di Basel, governato dal signore del Castello di Albuheim, divenne il più potente. E, d’improvviso, dalle viscere della terra, comparvero i mostri. Per combatterli si riunisce una compagnia di guerrieri ben assortita e ancora meglio delineata dal motore grafico. In grado di dare loro fluidità di movimento e anche una certa espressività.
   Come si aspetterà il lettore, la congrega comprende i personaggi selezionabili dal giocatore per affrontare l’esercito del male. Gray Bradford è un cavaliere belloccio, giovane e con una spada dalla lama più larga di quanto non sia il suo stesso volto. Ma i suoi colpi sono veloci e letali. Bud Chamberlain, lecito domandarsi il perché su un continente lontano si utilizzino nomi e cognomi del Cambridgeshire, è il gigante della compagnia, l’eroe dall’aspetto rude, ma bonario, quello che più verosimilmente lancia i nemici come se fossero palle di bowling. Azione durante la quale, essendo il videogioco ricco di mosse di combattimento, comprese quelle combinate, è sempre possibile infierire sull’avversario con gli altri membri del gruppo.
   Raybrandt è il bel tenebroso, un mago che ha involontariamente causato il risveglio dei mostri e dopo essersene pentito cerca di porvi un rimedio. Non è un pasticcione, si è semplicemente fidato del perfido Cacricon, un negromante che gli ha fatto da maestro e ora domina l’arsenale nemico. E infine, fra gli eroi, la bella Tina Iblies da una rappresentanza più che degna al mondo femminile. Figlia del Pontefice e monaca ella stessa, è una rossina tutto pepe dagli abiti ultramini.
   Personalmente è il personaggio più divertente da manovrare, e non solo per le belle gambe. In esso sembra essere stato infuso tutto lo spirito e la dinamicità del gioco. Che, come forse non si è ancora detto, si svolge su diversi livelli, ognuno dei quali percorribile con l’aiuto di una mappa e suddiviso in diverse aree. L’ambientazione è sicuramente coinvolgente e ancor di più vista la singolarità degli avversari. Immaginati con una buona dose di fantasia, almeno da parte dei grafici.
   Mostri che sembrano usciti dalle fiabe, come Hel, una donna di cristallo, affascinante, ma altrettanto letale, il Cyclops, che in effetti sembra un ciclope, ma una versione rimodernata del figlio di Poseidone. Ci si trova di fronte arcidemoni e dragoni, e perfino un elefantiaco mech cui, forse ignari dell’hit di Elio, gli sviluppatori hanno affidato il nome di Catoblepas. Piuttosto stupido, si dimostra però un avversario temibile a causa della mole e della spessa corazza. Non tanto quanto i boss di fine livello, i quali, anche a confronto con i cattivoni dell’epoca d’oro degli arcade, sono effettivamente temibili.
   Una vera ciliegina sulla torta a un prodotto che dall’inizio alla fine costringe a tenere le mani impegnate sulla tastiera, a allenare l’occhio alla velocità, ma che non dimentica di arricchire l’atmosfera con qualche oggetto misterioso che costringe il giocatore a riflettere, oltre che agire. Due le modalità principali. Una che segue la storia voluta dagli sceneggiatori, per uno o due giocatori, e una che prevede, per un massimo di quattro giocatori, uno scontro all’ultimo sangue in uno dei livelli sbloccati precedentemente. Discreto anche il sonoro, ma nulla di eccezionale.

Giudizio complessivo: 7/8
Grafica: 7/8
Sonoro: 7.5
Interfaccia: 7/8
Giocabilità: 8
Requisiti di sistema: PlayStation2

Matteo F. M. Sommaruga  16-07-2003

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