"DARE VITA, VOCE, FORMA E COLORI A SOGNI FATTI DI PIXEL E ALGORITMI È UNA GRANDE AVVENTURA. LA NOSTRA generazione ha scoperto un nuovo mezzo di espressione dell'immaginario e, se attingiamo alle storie e agli archetipi immortali dell'umanità, abbiamo il privilegio di recitare in una nuova lingua", così, nell'ultima pagina del manuale di The Final Cut, il team di Wanadoo si congeda dal proprio pubblico.
La società italo-francese ha infatti inaugurato un nuovo modo di concepire l'intrattenimento simulato, conscia del valore artistico e letterario latente in ogni videogioco. In questi anni si è affidata a figure di primo piano all'interno del panorama culturale internazionale, come lo scrittore Paulo Coelho e il fantasioso Claude Laydu. Ora rievoca l'atmosfera dei film di Hitchock, l'indiscusso maestro del brivido le cui pellicole costituiscono tuttora un metro di paragone anche con le produzioni di maggior successo.
L'avventura ha inizio nella villa di un facoltoso uomo d'affari dove l'eccentrico proprietario, evidentemente colmo di ammirazione verso il regista britannico, ha voluto allestire un set cinematografico. La troupe, e con essa l'aspirante regista, scompaiono misteriosamente. Una donna altrettanto misteriosa, dai capelli biondi come l'oro, si rivolge a Joseph Shamley, un giovane investigatore privato, presentandosi come nipote dello sventurato multimilionario per far luce sulla sua dipartita. Il detective accetta l'incarico nonostante i toni utilizzati dalla signorina e il luogo delle indagini non siano esattamente rassicuranti.
Gli scenggiatori del gioco hanno infatti compiuto un buon lavoro, anzi ottimo, e l'intera vicenda mantiene un alto livello di tensione fino alla fine. Senza però esagerare e ricostruendo ogni scena con un gusto non comune. Scene che riprendono le ambientazioni di sei fra le più celebri pellicole del grande Alfred, Psycho, Frenzy, L'ombra del dubbio, Sabotatori, Topaz e Il sipario strappato, inserendo anche veri e propri spezzoni di film durante le sequenze animate.
A onor del vero ci è sembrato di assistere anche a un paio di riferimenti a Birds, ma non avendo avuto il tempo di controllare, preferiamo lasciare in sospeso la questione. Fatto sta che i cinefili troveranno questo titolo fra i migliori mai sviluppati, in grado di riproporre, in quello che è un vero work in progress, lo spirito dell'opera di Hitchock. Il gioco offre comunque anche qualche novità per chi preferisce mantenere i propri interessi all'interno del divertimento smulato. Soprattutto la gestione dei dialoghi, sui quali si può interagire condizionando le relazione con i protagonisti e lo sviluppo dell'avventura stessa. Non manca qualche pagina più animata, con inseguimenti e sparatorie.
Qualche appunto se lo merita invece l'interfaccia, non sempre agevole, soprattutto in un primo tempo. É infatti piuttosto scomoda, non del tutto malvagia, ma non certo fra le migliori finora adottate.
Matteo F. M. Sommaruga 25-02-2002