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LA MEGLIO GIOVENTU'
La storia di una famiglia italiana dalla fine degli anni sessanta a oggi
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Una scena del film trucco!

Titolo originale: La meglio gioventù
Regia: Marco Tullio Giordana
Cast: Luigi Lo Cascio, Adriana Asti, Sonia Bergamasco, Maya Sansa, Fabrizio Gifuni, Jasmine Trinca, Alessio Boni, Camilla Filippi
Genere: Drammatico
Nazione: Italia
Durata: 366'

   E’ ARDUO ED ESALTANTE INSIEME RIUSCIRE A SCRIVERE DI UN FILM COME "LA MEGLIO GIOVENTÙ" di Marco Tullio Giordana, che dopo diversi rinvii di programmazione televisiva e la selezione al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard, si prepara ad affrontare il giudizio delle sale in due diverse uscite… due Atti di tre ore all’incirca ciascuno.
   Arduo perché si corre il rischio di non riuscire a focalizzare gli infiniti motivi d’interesse e gli innumerevoli innamoramenti per storie, personaggi, sequenze, parole e gesti che illuminano il film, così rimanendo a lungo, anche a proiezione ultimata (ho avuto la fortuna di vedere tutt’insieme i 366 minuti del film!), con quel piacevole stordimento e stato emozionale che gli appassionanti “romanzi popolari” ti gettano addosso.
   Ed esaltante perché sei l’incredibile spettatore e testimone di un’opera storica di vitale valore nel processo utile e necessario di indagine e scoperta delle radici, ragioni, errori e scelte della nostra Storia italiana. La famiglia Carati, motore e centro nevralgico del racconto, diventa allora lo specchio fedele ed ingannevole allo stesso tempo di una lunga stagione (dagli anni Sessanta ad oggi) della nostra vita sociale, politica e culturale, disegnando l’affresco di una generazione che nelle sue contraddizioni, nelle furie ora ingenue ora violente, nella voce grossa e qualche volta stonata, ha cercato di non rassegnarsi al mondo così com’è ma di lasciarlo un poco migliore di come l’ha trovato.
   Ed il tempo e gli eventi storici della nostra storia (dall’alluvione di Firenze ai disordini del ‘68, dalla stagione terroristica delle Brigate Rosse alle stragi di mafia in una Sicilia dilaniata) sfiorano, feriscono, annegano, sorvolano, graffiano e sconvolgono le vite di questa famiglia che nel naturale corso e sviluppo della sua esistenza (nascite, morti, matrimoni, separazioni, nuovi incontri) diventa silenziosa, ingombrante e viscerale testimone della storia con la “S” maiuscola.
   E se del talento, rigore e passionalità di un regista come Marco Tullio Giordana (I cento passi) si continua ad avere accresciuta conferma così come nella grande abilità di narratori e di “architetti” di storie emozionanti la coppia Rulli/Petraglia continua a non deludere, è nella perfetta scelta dei volti che animano questa epopea che il nostro amore di comuni ed indifesi spettatori non ha più freni! Solo per citarne alcuni… in rigoroso ordine emozionale: la fragile durezza di Alessio Boni /Matteo; la genuina veracità e schiettezza di Claudio Gioè/l’amico Vitale; l’illuminante e pulito sorriso di Maya Sansa/Mirella; lo sguardo profondo e vitale di Luigi Lo Cascio/Nicola; la commovente fissità di Jasmine Trinca/Giorgine ed ultima (ma solo perché è l’ultimo tassello che faticosamente si stacca via dalla nostra pelle!) la dignitosa, intensa ed infinitamente amorevole Adriana Asti/ la mamma dei due fratelli e dell’umano sentire e vivere di una gioventù (“la meglio gioventù”) che continua a credere che “tutto sia bello” ed ha sbagliato e continuerà a sbagliare “per troppo amore”.

Calogero Messina  12-05-2003

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