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RICHARD LOWENSTEIN E DOMENICO PROCACCI RACCONTANO LA LORO FELice esperienza sul set del film svelando che presto ritorneranno a lavorare di nuovo insieme.
Come nasce produttivamente questo film? DOMENICO PROCACCI Il film è prodotto da me , da Richard e da un altro produttore, Andrew Mc Phail che abbiamo coinvolto quando già il film era partito. E’ stato effettivamente un parto lungo: diverse stesure della sceneggiatura e soprattutto interminabili tempi per i diritti dei diversi brani della colonna sonora. RICHARD LOWENSTEIN E sempre a proposito dei tempi lunghi bisogna aggiungere che noi eravamo pronti per cominciare le riprese quando Noah Taylor è stato chiamato in America per interpretare “Almoust Famous” e così, dal momento che in quel ruolo non riuscivo a vedere nessun altro se non Noah, l’abbiamo atteso.
Da cosa il suo film si discosta dal libro di John Birmingham? RICHARD LOWENSTEIN Sono rimasto sopratutto fedele al tema del libro. Nel romanzo il protagonista è una sorta di altere ego di John mentre il mio Danny subisce diverse influenze: la mia, quella dello scrittore e naturalmente quella di Noah che lo interpreta. Il libro è solo una fonte: il mio intento non era quello di replicare la struttura caotica del libro ma di ridefinirla.
Il suo film è ricco di citazioni, di riferimenti alla cultura pop…
RICHARD LOWENSTEIN Io gioco apertamente e consapevolmente con icone e riferimenti della cultura pop… non esiste niente di nuovo ma tutto si reinventa. Molti giovani credono che registi come Tarantino o Hal Hartley siano autori originalissimi ma in realtà il loro lavoro è ricchissimo di citazioni. Io appunto in questo film voglio sottolinearlo e rendere chiarissimi i miei riferimenti.
Ma qual è la generazione che descrive nel suo film? RICHARD LOWENSTEIN Abbiamo terminato oramai tutte le lettere per definire queste generazioni: dopo quella “x” forse si potrebbe usare la “z” o la “Y”… ma credo che in realtà il mio film non sia un vero e proprio ritratto generazionale piuttosto sia il tentativo di cogliere un particolare momento nel nostro tempo attuale.
Il suo film è uno specchio reale della società australiana o soltanto di un’isola eccentrica? RICHARD LOWENSTEIN Effettivamente in Australia a 19 anni si lascia casa e si va a vivere da soli. C’è un sussidio per gli studenti e c’è anche la tendenza generale da parte dei genitori di spingere fuori i propri figli. Finita l’università poi molti giovani professionisti continuano a vivere in questa vantaggiosa situazione economica e ci sono anche in molte di queste case chi, come Danny, si rifiuta di crescere e si nutre della vitalità dei giovani che le abi.
Calogero Messina 18-11-2001
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