Come nasce la storia del suo film?
ALFONSO CUARON Era da tempo che volevo fare qualcosa sugli adolescenti e l’idea originaria scritta da me e mio fratello era vecchia di dieci anni forse anche di più: da allora era sempre rimasta in archivio. Avevamo provato a realizzarla diverse volte ma poi non se ne era mai fatto nulla. Finchè l’anno scorso non c’è venuto in mente di collocare il tutto in un contesto erotico e a quel punto tutto il progetto ha preso forma.
Ma vi siete ispirati a vostre esperienze personali giovanili?
ALFONSO CUARON In parte sì ma una buona parte è anche frutto dell’immaginazione. Forse a me non interesserebbe del tutto fare alcune cose che fanno i nostri personaggi ma riesco ad immaginarli e a metterli in scena in un film.
Dopo l’esperienza americana con “Paradiso Perduto” interpretato da Robert De Niro e Gywneth Paltrow è ritornato a girare in Messico…
ALFONSO CUARON Volevo ritornare a girare in Messico e in spagnolo anzi in “chilango”, il dialetto di Città del Messico. Ho cercato di mettere a fuoco il contesto sociale con la stessa ricchezza di dettagli con cui tratteggiavo il comportamento dei personaggi. E’ un momento interessante per il cinema messicano, con nuovi autori, diversi e nuovi mezzi di finanziamento, nuove sale e nuovo pubblico che sicuramente ha dato un voto di fiducia alla produzione messicana.
Ha incontrato particolari difficoltà a recitare nudo in diverse scene nudo?
DIEGO LUNA Ho avuto la fortuna di cominciare a recitare a 7 anni. E in quel mio primo film ero nudo per almeno dieci minuti. Dopo di allora ho avuto altri ruoli ed altre scene di nudo e ho capito che il solo modo di liberarmi da ogni timidezza è sapere che sei libero! Se devo spogliarmi mi devo ricordare che c’è un’arte in come è fatto il mio corpo: sono io, devo essere orgoglioso di come sono fatto, nel bene e nel male.
Dopo aver recitato nel suo primo e premiatissimo film “Amores Perros” com’è stato lavorare con Cuaròn?
GAEL GARCIA BERNAL E’ stato sempre molto presente: ci ha spinto ad improvvisare, ad avere comunque sempre il controllo della situazione. Se avevo bisogno di dire qualcosa ma non trovavo il modo giusto per esprimerlo, mi lasciava provare finchè non lo trovavo… andava bene tutto, purchè fosse naturale. E’ come un cacciatore di farfalle: lascia che le cose accadano, non vuole costringerti o insegnarti come provare un data sensazione ma attende paziente.
Calogero Messina 19-11-2001