Non tutti i giocatori sono dipendenti

Prima di problematizzarlo occorre capire se il gioco d'azzardo rappresenti un semplice divertimento o una patologia...

Gentile dottoressa, sono un ragazzo di 32 anni, non ho io il problema del gioco ma mio padre (probabilmente gioca ai cavalli).

Ho deciso di fargli capire qualcosa e affrontarlo. Ma come mi dovrei comportare? Buongiorno, Andrea dalla sua lettera non si comprende a che livello suo padre abbia un problema con il gioco.
Esistono infatti alcune categorie di giocatori sociali che non compromettono la propria vita familiare, sociale, lavorativa e che tuttavia utilizzano il gioco in maniera costante come divertimento. Che cosa la preoccupa del comportamento di gioco di suo padre?
In ogni caso, se ha deciso di parlarne con lui lo faccia senza giudicarlo, poiché un'eventuale dipendenza non è un vizio, ma una patologia da curare.
Riscriva pure, se vuole maggiori informazioni.

Dr.ssa Marilena Durante

Psicologa